Marmo: la leadership dell’Italia
Vi sareste mai immaginati una playlist dedicata ai “suoni” del marmo? Quando viene estratto, tagliato, lavorato in laboratorio? L’essenza di Marmomac, evento fieristico che tratta il marmo nella sua compiutezza previsto a settembre a Fiera Verona, potrebbe essere espressa qui.
Manco a dirlo, anche il questo settore l’italia è leader: perché la materia grezza viene trasformata, plasmata dalla tecnologia e diventa elemento di design, di architettura, opera d’arte lapidea, decoro, struttura edile.
Il know-how artigiano, le ultime tecnologie e i macchinari più avanzati di tutta la filiera della produzione litica internazionale troveranno spazio sul palcoscenico di Marmomac, che alla Biennale del cinema 15 anni fa portò la sua prima presentazione e che oggi, per celebrare la sua 59esima edizione, si avvale del documento visivo concepito da Yui Ancarani, “Il Capo”, interamente girato in una cava di marmo.
A Verona dal 23 al 26 settembre 2025, si troveranno circa 1.500 espositori provenienti da 54 nazioni e una community globale composta di oltre 50.000 operatori e professionisti da 150 nazioni (dati 2024).
L’Italia conquista il podio di tutte le categorie della filiera, con il primato assoluto nel settore macchinari e tecnologie: questo splendido materiale offertoci dalla natura, insieme alla pietra naturale, da sempre al centro della progettazione urbanistica, dell’interior design, così come della più alta espressione artistica.
Un paio d’anni fa, ad esempio, spaziando per il pianeta, furono presentati gli spazi in marmo bianco del “Club of Courts” di Bangalore. Qui, il marmo, storicamente associato all’architettura monumentale indiana, vive una nuova interpretazione in complementarietà con una materia terrosa e calda, dimostrando il potere dell’estetica naturale. Le venature del marmo niveo creano infatti un pattern organico che riecheggia la filosofia progettuale dell’intera residenza.
Arte e tecnologia, artefici di un primato
«Marmomac è la nostra piattaforma fieristica più internazionale che può contare anche sulla proiezione globale e sulla sinergia di iniziative quali Marmomac Brazil e Cachoeiro Stone Fair e missioni commerciali in mercati target quali Stati Uniti e il Medio Oriente – aggiunge il direttore generale Adolfo Rebughini –. siamo al lavoro con azioni mirate di incoming, insieme a ICE-Agenzia, rivolte a portare in Fiera a Verona operatori, buyer profilati, architetti e designer da tutto il mondo».
Il layout 2025, ispirato al Plan Voisin di Le Corbusier (1925), darà forma a una “città della pietra” contemporanea, articolata in percorsi narrativi che guideranno il pubblico tra architettura, arte, design e industria. L’intero anno di lavoro di Marmomac incontra Academy si traduce, come atto finale, nella mostra Fabula Litica: La Foresta Incantata a cura di Giuseppe Fallacara, che vede il coinvolgimento di oltre 15 università, nazionali e internazionali e istituti di ricerca. Carlo Trevisani e Silvia Dandini per ADI, continuano l’indagine – inaugurata nell’edizione 2024 – sui linguaggi compositivi della pietra: ADI – Verticalità Modulari .
La visione allestitiva dell’intero contenitore, sotto la direzione artistica di Giorgio Canale , si conclude con la mostra a sua curatela, Stone Next , dedicata alle tecnologie, ai macchinari e agli strumenti più innovativi per l’elaborazione della pietra che, insieme a Epiphanies di Galiotto , celebra l’ingegno attraverso l’innovazione meccanica e tecnologica, rappresentando il grande potenziale della tecnologia esposta nel quartiere.
Dietro tutto questo, ci sono i distretti, le identità territoriali, il sapere che accompagna il processo di trasformazione –che deve mantenere flessibilità e artigianalità pur conservando i costi di una produzione industriale. Ad esempio, durante la lavorazione di un top cucina, la tecnologia waterjet diventa essenziale grazie alla possibilità di ultimare in un unico passaggio il taglio di poli interni con angoli a squadro, o in alternativa poli interni raggiati come i fori del lavello, che dovranno essere successivamente lucidati con un centro di lavoro (tecnologia Primus di Intermac).
Anche qui software, meccanizzazione avanzata e alchimia fra teche e estetica consentono una programmazione evoluta, fondata su tempi e metodi, capace di lavorare molteplici materiali consentendo alla pietra e al marmo di esprimersi senza limiti.




