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Le emozioni al tempo delle Olimpiadi. Milano Cortina 2026: l’anno che verrà

Le emozioni al tempo delle Olimpiadi. Milano Cortina 2026: l'anno che verrà

Corre a velocità quasi inattesa una domanda che un po’ tutti da qualche tempo ci facciamo e che oggi si fa sempre più insistente. Cosa aspettarsi dalle cerimonie di apertura e chiusura delle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026?

Aleggia nell’aria la promessa di una spettacolare bellezza che incanterà il globo. Senza distinzione alcuna di età. Il sapore di queste Olimpiadi, insomma, è un mix di spettacolari novità e sorprese che animeranno lo Stivale da Nord a Sud nell’anno che verrà e precisamente dal 6 al 22 febbraio 2026. A seguire, le Paralimpiadi che si terranno invece dal 6 al 15 marzo.

Il “viaggio” della torcia olimpica, che partirà da Atene in Grecia segnando il fatidico calcio d’inizio, raggiungerà Milano. Qui l’iconico San Siro, ovvero  lo stadio Giuseppe Meazza,  accoglierà la Cerimonia di apertura dei Giochi mentre quella di chiusura si terrà all’Arena di Verona, patrimonio UNESCO dal 2000. 

Celebrare la storia e rendere omaggio alla cultura

Per la prima volta nella storia dei Giochi olimpici saranno coinvolte, in simultanea, più località e infatti oltre a Milano, gli atleti sfileranno anche a Cortina, Livigno e Predazzo. Tutto contemporaneamente. Uno sforzo organizzativo immane ma di sicuro ne sarà valsa la pena.

Una simile scelta trova risposta in due obiettivi che si intende coronare a parità di tempo: celebrare la storia e rendere omaggio alla cultura attraverso delle Olimpiadi che  siano finalmente “diffuse” e non concentrate unicamente in un solo posto, consentendo in tal modo agli atleti che hanno le gare nel giorno successivo alla cerimonia di parteciparvi ugualmente.

Due bracieri per due città

Due saranno le città e due i bracieri che verranno accesi accogliendo il fuoco olimpico che brucerà per tutta la durata dei Giochi.  

Milano, all’Arco della Pace, e Cortina, nella centralissima piazza Dibona, accoglieranno quello che è stato concepito come un format diffuso, “un nuovo esempio che sarà replicato anche in futuro e farà di noi dei precursori” come ha tenuto a precisare Maria Laura Iascone, direttrice della cerimonia di apertura, che durerà circa 4 ore tra musiche, balli, spettacoli vari ed effetti speciali, per un totale di spettatori stimato a quasi 2 miliardi di persone. Nello specifico, per la cerimonia di apertura meneghina  si prevede il coinvolgimento approssimativo di 4mila le persone (comparse, tecnici, designer e volontari).

Parola d’ordine: Armonia

Lo spettacolo della cerimonia è ancora avvolto dal mistero sebbene ci si aspettino grandi cose dal direttore creativo, Marco Balich, il quale si è al momento sbilanciato solo sul tema generale, l’Armonia, intesa alla greca maniera, come ‘qualcosa’ che mette insieme, in termini musicali, elementi diversi, “Perché ci sono due città, Milano e Cortina, città e montagna, la consonanza tra uomo e natura, di armonia fra le culture, le persone, le diverse tipologie di pensiero” spiega lo stesso Balich.

Le Olimpiadi invernali 2026 saranno dunque armoniche: un racconto visivo di gare ad alto tasso adrenalinico ed emozionale, in un incontro ben calibrato  di sport e le bellezze (quelle dell’Italia), tra arte, natura e città. Un evento capace di inglobare tradizione e futuro, valori del passato e promesse del futuro. Sempre in quest’ortica, non a caso a Milano è stata scelta come sede della cerimonia inaugurale (6 febbraio 2026) lo Stadio San Siro, il più antico del mondo ancora funzionante. 

Nuove rotte non convenzionali

Milano Cortina 2026 segna in un certo qual modo una cesura con il passato inserendo nuove rotte non convenzionali a partire dalla cerimonia di apertura che sarà anche celebrazione dell’Italia, della sua storia, delle sue eccellenze e degli uomini che l’hanno resa grande agli occhi del mondo con riferimento a personaggi del calibro di Leonardo da Vinci e Cristoforo Colombo, sino ad esaltare la tradizione del Bel Paese in fatto di cultura, design e moda, tanto che  è  stato previsto un omaggio a re Giorgio Armani. “Metteremo in risalto il talento italiano, e quello che sappiamo fare meglio: creare bellezza ed emozionare”, ha ulteriormente sottolineato Iascone.

Certo è che si potrà assistere ad un unicum e nel corso della serata saranno presenti figure di spicco del mondo dello spettacolo con nomi non ancora resi noto ad eccezione di quello dell’attrice Matilda De Angelis.

Grande novità anche il palco, enorme ed ovale, posto al centro del campo e caratterizzato dalla presenza di quattro rampe simboliche a voler ricordare il collegamento con tutti i territori delle Olimpiadi.

Il viaggio della torcia olimpica

Non solo atleti. Non solo località ma anche lei, la torcia olimpica che, come da tradizione, porterà la fiamma olimpica dalla Grecia, dove tutto ha avuto inizio nel 776 avanti Cristo,  al resto del mondo rappresentando il fuoco e l’ardore dei Giochi.

Il “viaggio” inizierà il 25 novembre con la tradizionale accensione a Olimpia, per poi arrivare ad Atene il 4 dicembre. Successivamente la torcia olimpica raggiungerà l’Italia (6 dicembre) e inizierà il suo lungo percorso nel nostro Paese per un totale di 63 giorni, 60 tappe, 12mila chilometri e 110 province.

Il giorno di Natale toccherà a Napoli ospitare il fuoco di Zeus, a Capodanno invece sarà la volta di  Bari e  il 26 gennaio di Cortina, dove nel 1956 si è tenuta la storica cerimonia d’apertura dei Giochi. Ultima tappa lo stadio di San Siro per la tanto attesa cerimonia di apertura.

Beauty in action ma non solo!

Il titolo della cerimonia, Beauty in action (bellezza in movimento), racchiude in sé una promessa di spettacolari momenti concepiti ad hoc per raccontare lo “spirito italiano”, inclusi gli elementi iper tecnologici e scenici che sorprenderanno il mondo in data 22 febbraio durante la cerimonia di chiusura all’Arena di Verona che si svolgerà in un luogo differente rispetto a quella di apertura.

A Verona tutto avrà un effetto wow, palco compreso concepito a forma di goccia per ricreare l’idea di movimento in un collegamento ideale tra sport, natura e bellezza. Tra i nomi più noti che renderanno omaggio alle Olimpiadi con performance strabilianti è stato al momento annunciato quello dell’étoile del Teatro alla Scala, il ballerino Roberto Bolle.

Tutto si concluderà con il tradizionale passaggio di testimone in vista delle Olimpiadi invernali del 2030, sulle Alpi francesi.

“La cerimonia di chiusura è molto meno formale rispetto a quella di apertura. Si tratta di una grande celebrazione in cui emerge la felicità degli atleti per aver partecipato ai Giochi, è un momento in cui saranno tutti insieme e bisognerà rendere omaggio anche ai territori e ai volontari”. E se lo dice Andrea Varnier, amministratore delegato delle Olimpiadi Milano Cortina possiamo credergli.

Immagine di Giordana Sapienza

Giordana Sapienza

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