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In the name of Corepla. La transizione ecologica passa attraverso arte, carceri e musei

In the name of Corepla. La transizione ecologica passa attraverso arte, carceri e musei

La sostenibilità è un valore. Sociale, culturale, artistico. E ha un’anima inclusiva imprescindibile. In questa scia di responsabilità e visione futura di un mondo più etico, si inserisce CoreplaConsorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Plastica.

Ente senza scopo di lucro, che raggruppa le imprese della filiera del packaging, da sempre impegnato nella trasmissione del concetto di sostenibilità come punto di partenza di tutto ciò che è rigenerazione e inclusione, Corepla è una realtà in continuo movimento.

Ambiente, arte e contesto sociale sono la triade che muove i progetti di Corepla proprio come accade  per tre iniziative simbolo lanciate quest’anno: la collaborazione avviata con il MUSE di Trento, il progetto Redivivus in Sicilia e l’installazione artistica TAM TAM, inaugurata di recente alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea (GNAMC) di Roma.

Trento. L’ economia circolare va al museo

Attraverso la collaborazione con il MUSE, Corepla intende promuovere esperienze immersive rivolte in primis ai giovani e alle famiglie. Un esempio per tutti la Casetta Corepla, spazio ludico-educativo che racconta il viaggio della plastica dalla raccolta al riciclo, rendendo più semplice l’approccio alla sostenibilità grazie ad una sorta di gioco partecipato. La mostra “Food Sound. Il suono nascosto del cibo”, vuole invece essere un invito alla riflessione circa il ruolo e la seconda vita degli imballaggi alimentari in nome dei principi che animano l’economia circolare. 

Progetto TRENTO

“Food Sound” svela l’importanza della componente sonora nell’ alimentazione, dalla stimolazione dell’appetito all’influenza sugli acquisti dei generi alimentari. L’approccio esperienziale rende possibile conoscere i risultati e le scoperte di ricerche scientifiche legate alle neuroscienze aumentando la  consapevolezza riguardo all’uso dei suoni nel marketing. 

Sicilia. L’arte incontra gli Istituti Penali con “Redivivus”

In Sicilia, Corepla ha scelto un dialogo a due voci i cui protagonisti sono la sostenibilità ambientale da un lato e l’inclusione sociale dall’altro. Tutto reso possibile da un progetto pilota – Redivivus – che è stato appositamente concepito per gli Istituti Penali e negli Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni di Palermo, Catania, Acireale e Caltanissetta.

L’associazione ManieMente di Romina Scamardi si è impegnata in prima linea per la messa a punto di laboratori artistici rivolti ai giovani detenuti che sono stati coinvolti nel trasformare le bottiglie in PET in opere d’arte, oggetti di artigianato e mosaici di tasselli colorati, a testimonianza tangibile del fatto che la plastica stessa – come le persone – può rinascere, reinventarsi, essere altro.

Progetto SICILIA

Tutti i progetti derivanti da questa iniziativa saranno presentati a Roma il 12 novembre, in occasione del convegno ‘Redivivus: arte e riciclo in mostra’ presso l’Ex Carcere Femminile del Complesso Monumentale di San Michele a Ripa, in un momento che sarà occasione di confronto  grazie alle  esperienze fatte e alle buone pratiche di inclusione messe in atto. 

“Il riciclo non è solo una scelta tecnica, è una scelta culturale. È credere che ciò che sembra finito possa ancora dare qualcosa, che da un materiale di scarto possa nascere un’opera d’arte, così come da un limite può nascere una possibilità. Con Redivivus, con i progetti al MUSE e con l’esperienza di TAM TAM vogliamo dimostrare che la sostenibilità nasce da un approccio sinergico e collettivo, capace di unire arte, educazione e responsabilità sociale”. Questo il pensiero di Giovanni Cassuti, Presidente Corepla.

Roma. È tempo di … TAM TAM

TAM TAM. Tempio, Azione, Movimento” è un’installazione che ha riscosso larghi consensi in quel di Milano durante il Fuorisalone di quest’anno e adesso si prepara ad un nuovo successo nella Capitale. L’opera ideata dallo studio Alvisi Kirimoto e realizzata in plastica riciclata in collaborazione con Corepla, sarà infatti  visibile  a Roma nel Cortile Centrale dello GNAMC fino all’8 dicembre 2025.

L’installazione, con una base di 6×6 metri e un’altezza di 5, si compone di sei colonne mobili dai diametri differenti ed è stata concepita come un “tempio laico” che si trasforma in un organismo dinamico e interattivo, invitando le persone a ridefinire lo spazio, con il chiaro obiettivo di coinvolgere il pubblico in un’esperienza immersiva che rende omaggio al movimento, alla relazione, alla rigenerazione e … alla materia riciclata capace di trasformarsi in architettura condivisa.

Progetto ROMA

Massimo Alvisi, Architetto dello Studio Alvisi Kirimoto non a caso sottolinea che “Modificare anche luoghi teoricamente intoccabili, come un tempio. Un tempio sarebbe un luogo intoccabile, invece noi dobbiamo toccarlo, modificare le colonne, spostarle, creare spazi più piccoli, più grandi, per più persone o per una persona singola. Uno spazio fluido, dinamico, senza però scappare dalla nostra idea della sacralità, come un tempio dello spazio. Il materiale è la plastica riciclata.

Questi sono tubi, quelli che si mettono sotto terra, sono quelli che trasportano fluidi e di solito sono invisibili. Noi abbiamo deciso di renderli visibili, portarli fuori, renderli nobili, bianchi e astratti. L’architettura oggi deve essere sostenibile, capace di rigenerarsi e fatta attraverso materiali che si rigenerano”.

L’installazione si fa così rito collettivo, metafora delle relazioni umane colte nella loro essenza più vera: la mutevolezza. “TAM TAM” traduce i principi classici di firmitas, utilitas e venustas in un unico dispositivo dinamico, le cui colonne –  simbolo di stabilità – diventano invece elementi mobili che il pubblico può spostare e riorganizzare a piacimento.

Giovanni Cassuti ha ancora una volta ragione nell’affermare che “La plastica riciclata può ritornare in vita attraverso diverse forme, una di queste è l’arte. In questo caso specifico abbiamo questo forte richiamo all’arte neoclassica, una scultura meravigliosa che dà idea di solidità, ma è anche leggera, e che è stata costruita, ideata dallo studio Alvisi Kirimoto con plastica riciclata.

La plastica che i cittadini hanno destinato invece che al rifiuto alla differenziata. Le materie prime vergini danno luogo a degli imballaggi e a degli oggetti in plastica. Questi possono essere gettati oppure selezionati e riciclati. Questo gesto porta poi a una catena di valore che ha come fine ultimo un oggetto che parte da quel “waste” che non è stato gettato ma riutilizzato”.

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