Un’altra imprenditrice di valore alla Presidenza di Finco
Cambio ai vertici in Finco, la Federazione Industrie Prodotti Impianti Servizi ed Opere Specialistiche per le Costruzioni e la Manutenzione. Un comparto immenso, che attraversa costruzioni, manutenzioni stradali, beni culturali, rinnovabili: ben 13.000 imprese raggruppate in 40 associazioni federate. 120.000 dipendenti e 37 miliardi di fatturato aggregato, di cui circa il 20% prodotto dall’export.
Alla presidente uscente Carla Tomasi, imprenditrice nel mondo del restauro, succede Daniela Dal Col. Un’altra donna di caratura, 50 anni, due figli, legale rappresentante dell’azienda di famiglia, specializzata in trasporti eccezionali e sollevamento.
Giusto per capire che tipo di realtà ricadono in Finco, l’azienda che contribuì a spostare la Costa Crociere affondata davanti all’isola del Giglio, Fagioli, è parte di questa compagine. Altresì lo è Tosto, di Chieti, eccellenza mondiale nella saldatura.
Il solo involucro edilizio, come ha rilevato di recente il ministro Adolfo Urso, è il fiore all’occhiello della nuova manifattura: non solo genera export per oltre 3,5 miliardi di euro, ma crea lavoro qualificato, trasferisce tecnologia e diffonde eccellenza.
Imprese specialistiche e super specialistiche, fiore all’occhiello nazionale
Daniela Da Dal Col evidenzia fin da subito il suo intento, ovvero rafforzare il sistema delle Pmi specialistiche come valore del tessuto economico italiano.
Particolare attenzione sarà dedicata al rapporto con la rete associativa e imprenditoriale, con l’obiettivo di consolidare una posizione condivisa sui principali temi trasversali di interesse per le PMI: accesso al credito, pari dignità negli appalti, qualificazione delle imprese, formazione della manodopera e, soprattutto, semplificazione amministrativa, specie degli adempimenti a carico delle aziende.
“Lavoreremo perché sia sempre più riconosciuto il ruolo centrale delle PMI nel nostro Paese: un ruolo spesso richiamato nelle dichiarazioni di principio, ma scarsamente sostenuto nelle scelte concrete” ha affermato l’imprenditrice, toccando un tasto dolente. Anche perché “i settori rappresentati dalle Associazioni federate hanno attraversato anni complessi, ma hanno dimostrato grande professionalità, capacità competitiva e tenuta industriale”.
Ad affiancare la Presidente Dal Col sarà una squadra che assicura continuità al lavoro svolto dalla Federazione, insieme ad alcuni nuovi inserimenti.
Sono stati nominati e\o confermati Vicepresidenti Carla Tomasi, con funzione di Vicario, Gabriella Gherardi, Francesco Burrelli e Agostino Re Rebaudengo.
Sono stati inoltre nominati Consiglieri incaricati Mauro Furlan, Giuseppe Lupi, Mattia Montagnoli e Lino Setola.
Un grande valore da tutelare, in continuità con il lavoro svolto da Carla Tomasi
Come evidenziato anche da Carla Tomasi, “la Pmi italiana ha grande potenziale di qualità attraverso specificità che derivano anche dalla cultura del made in Italy e sono localizzate in tutto il territorio nazionale.
CaseItaly expo, la fiera del settore che ha avuto luogo a Bergamo in inverno, ne è la prova, con numeri importanti che hanno superato le aspettative. “Il nostro settore quando va nelle fiere estere riscuote grande successo, nonostante la concorrenza che fruisce di vantaggi competitivi legati al minore costo dell’energia e del lavoro”.
A Caseitaly Expo, la dimostrazione dell’interesse internazionale per questo comparto è stata tangibile: la delegazione estera di 75 persone in arrivo a Bergamo, ha visto presenti nazionalità come Albania, Etiopia, India, Mauritania, Marocco, Slovenia, Tunisia, Ungheria, Kenya, Arabia Saudita.
“Noi siamo il paese che ha 50 e più tipi di olio. La nostra biodiversità è anche imprenditoriale. Per questo dobbiamo dare la giusta attenzione alle Pmi. Come Sistema Italia possiamo dire la nostra ed essere vincenti. Dobbiamo presentarci con logiche di filiera, organizzando la progettualità per essere visibili e competitivi”.
Intanto, da Tomasi apprendiamo che il tempio di Abu Simbel in Egitto venne segato e spostato più sopra dalle maestranze Italiane, con la collaborazione dell’Istituto centrale del restauro e dei cavatori di Massa.
Made in Italy, anche qui, significa sempre quel quid in più.


