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Dal revisore al filosofo: l’albergo come azienda evoluta

Dal revisore al filosofo: l’albergo come azienda evoluta

Quando si ascolta parlare Federico Ficcanterri, fondatore e CEO di un gruppo che vanta cinque strutture alberghiere floride e rodate come un ingranaggio, si trova in un attimo la soluzione ad annose questioni di economia aziendale e gestione d’impresa. Un po’ come l’Uovo di Colombo: faccende che paiono difficili, come la marginalità e i passaggi generazionali, diventano semplici. 

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Federico Ficcanterri, CEO di Icon

Ogni mattino imparo a fare l’imprenditore in un’azienda turistico ricettiva”,  dice lui, “sognatore con i piedi per terra”, che è arrivato a un incremento del turn over a due cifre andando in una direzione diversa dal classico concetto di albergatore, istintivo e abituato a risolvere le cose come si farebbe spontaneamente a casa propria.

La prerogativa meravigliosa, al Park Hotel Marinetta -oggi struttura da 149 camere con sala congressi e tre tipi di ristorazione- così come al The Sense che domina il Golfo di Follonica, è che poesia e accoglienza empatica aleggiano su una base di solido pragmatismo, asseverato da metodi e procedure. Già dal 2013, l’organizzazione del Marinetta è stata concepita affidando la gestione contabile all’esterno e assoldando una società di revisione, per non cadere nel tranello dell’approssimazione che ti porta a “litigare con lo chef senza calcolare il costo pasto”. 

L’ispirazione, qui, è di respiro altissimo: “se uno legge due libri su Adriano Olivetti, capisce che ha cambiato la fabbrica levando i muri e mettendo vetrate”.  E anche nelle strutture della famiglia Ficcanterri, dopo il business coach -come si confà a un’azienda moderna che abbia a cuore il benessere non solo degli ospiti ma dei suoi dipendenti- arriva il filosofo.

Alessandro Guidi, filosofo aziendale, è stato appena inserito nel management della Icon, società di consulenza del gruppo che annovera The Sense Experience Resort, Park Hotel Marinetta, Antico Podere San Francesco, Borgo Verde e Hotel Botticelli, con il compito di condurre tutte le strutture verso l’innovazione in tutti gli ambiti possibili.

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Federico Ficcanterri e Alessandro Guidi

Anche qui, l’intuizione e la propensione al cambiamento hanno guidato la scelta, con la consapevolezza che il pensiero critico, tipico della filosofia, potesse costituire uno strumento prezioso per analizzare problemi, trovare soluzioni, stimolare innovazioni. 

Ci siamo immaginati un percorso partendo dall’ufficio delle risorse umane” -ha spiegato il CEO. “Ho scelto chi non mi ha detto che avevo ragione, ma ha dato una prospettiva alternativa alla mia visione iniziale”.  

Bisogna cambiare le cose quando funzionano

Il cambiamento per me è uno stile di vita.  E non va attuato quando le cose vanno male, perché si è più deboli economicamente e mentalmente. Potremmo paragonare l’azienda a un organismo in cui testa, cuore e pancia devono viaggiare insieme: se solo uno risulta discordante, le cose iniziano a non funzionare”. 

Il filosofo risponde a una visione incentrata sull’ascolto, non solo degli ospiti ma delle maestranze. “Il tempo in cui dovevi stare in albergo a lavorare 15 ore è finito, essere rispettosi di diritti e doveri non è facile ma possibile”. Anche qui, testa e cuore hanno agito all’unisono, con un controllo qualità interno semplice ed efficace. “Ognuno, in anonimo, periodicamente fa recensioni alla struttura e alla modalità di gestione. Abbiamo un software che analizza le recensioni interne”. Con la certezza che “un sorriso sincero del personale fa miracoli anche per il bilancio”. 

Al pari, in cucina la regola funziona con lo stesso sistema binario: “il calcolo del costo pasto è fondamentale per il rispetto delle materie prime e per conciliare qualità e marginalità. Poi, diventa un circolo virtuoso”.

Nella Ficcanterri way of life, si creano valori, non principi. “I valori fanno la differenza e vogliamo condividerli”. E funziona: di recente, la partenza di tre manager è stata affrontata con un approccio di leadership condivisa, ascoltando idee ed energie delle persone che partecipano all’azienda. 

Passaggio generazionale? Non è dovuto, ma voluto

L’azienda è della comunità, un figlio entra se gli piace, non per obbligo. Inoltre non deve averla in eredità, ma come una sorta di debito sano. Se compri qualcosa, ti alzi la mattina cosciente che devi pagarla”. Insomma, nulla è dovuto, il concetto di valore impera, non soltanto per il controllo settimanale dei budget. 

Nel caso di Francesco Ficcanterri, (figlio del cugino di Federico,  Riccardo, che è in società con lui, ndr), è scattato l’amore. “Ha studiato ingegneria, poi è tornato qui e si è innamorato del meccanismo ricettivo. Ora che il The Sense ha acquisito cinque stelle, gli abbiamo dato una bella responsabilità, quella del revenue manager. Gli stiamo vicini, offrendogli tutto il supporto necessario ed evitando di pensare che non sbagli”. L’errore, in casa Ficcanterri, non viene stigmatizzato : “ho dato 50 euro a mia figlia quando a scuola ha preso 5, visto che prendeva sempre 8 e 9…” Sempre con la consapevolezza che le regole cambiano di pari passo con il mondo. “Bisogna riscriverle insieme ai giovani, che saranno sempre diversi da noi, così come noi lo siamo stati rispetto ai nostri genitori”.

La ricetta funziona: Francesco Ficcanterri ha metabolizzato lo spirito paterno, restituendo la sua visione e varando i Recruiting days, iniziativa strategica per individuare nuove risorse in diversi reparti.  “Il valore aggiunto di questi incontri è la possibilità di instaurare subito un rapporto empatico con i candidati” ha detto il giovane manager. La filosofia di una umanità che produce profitto nel rispetto, continua…

Antico Podere San Francesco
Park Hotel Marinetta
Immagine di Monica Camozzi

Monica Camozzi

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