Carefin24

Italia: corsa al biometano (e leadership tecnologica)

Italia: corsa al biometano (e leadership tecnologica)

In Italia, è corsa alla riconversione di impianti finalizzati alla produzione di biometano. 

Per capire la portata con cui si sta investendo in questa fonte di energia rinnovabile, bastano due numeri: la produzione attuale si attesta intorno ai 750 milioni di smc/anno (dati Consorzio Italiano Biogas), ma sulla linea del traguardo 2030 si prevedono 1,8 miliardi grazie al PNRR e arrivare a 5 miliardi di Smc entro il 2030, per l’80% da fonti agricole.

Smc è un parametro che esprime la quantità di gas contenuta in un metro cubo a condizioni di temperatura (15 C°) e di pressione (1.013,25 millibar, la pressione atmosferica standard).

La meraviglia di questo processo è che risulta win win: è puramente biochimico, consente una totale economia circolare a favorisce l’autonomia energetica. Giova dire che l’Italia, ça va sans dire, è leader tecnologico in quest’ambito, definito “digestione anaerobica” e capace di trarre da materiale organico come scarti agricoli e rifiuti una fonte rinnovabile che può essere immessa facilmente nelle reti del gas. Oltre a essere perfetto esempio di economia circolare, il biometano è assolutamente trasversale: serve infatti per produrre elettricità, calore, carburante. 

Italia, leader nella digestione anaerobica

Il processo biologico avviene in assenza di ossigeno: i microrganismi trasformano la materia organica in biogas, una miscela di gas principalmente composta da metano e anidride carbonica, e digestato, un materiale ricco di nutrienti. 

Uno dei gruppi leader in questa tecnologia è italiano:  si chiama BTS, vanta  uno staff di 150 professionisti esperti, con sedi in Italia (Affi e Brunico), Francia (Oullins Cedex), Regno Unito (Leeds) e Stati Uniti (Annapolis) e oltre 270 gli impianti operativi realizzati, capaci di convertire i rifiuti organici in energia pulita e fertilizzanti di alta qualità.  

Attraverso la sua controllata BTS Biogas, l’azienda progetta, costruisce e gestisce impianti di biogas e biometano in Europa, Nord America e Asia orientale. 

Nel 2022, BTS ha ampliato le proprie attività con la creazione di BTS DevCo, una divisione dedicata allo sviluppo e alla gestione diretta di impianti di gestione anaerobica.

Garlasco e Tormello: 40 milioni di investimento

Proprio BTS DevCo, insieme a Eiffel Investment Group, ha messo in campo un progetto da 40 milioni di investimento, che comporta la riconversione a biometano di due impianti di biogas in provincia di Pavia. La finalità è arrivare a produrre complessivamente 1.500 Sm³/h di biometano

Il che significa una riduzione stimata di circa 27.400 tonnellate di CO₂ equivalente ogni anno, pari alla quantità assorbita da oltre 900.000 alberi adulti

Dalla lavorazione delle biomasse si otterranno anche circa 97.000 tonnellate annue di fertilizzante organico, rafforzando così un modello virtuoso di economia circolare. L’approvvigionamento delle biomasse coinvolgerà in totale circa 11 aziende agricole e zootecniche del territorio, con utilizzo di effluenti zootecnici, sottoprodotti e biomasse agricole. La messa in esercizio degli impianti è prevista per giugno 2026. 

Entrambi i progetti finanziati in parte dal PNRR, rientrano nella pipeline di Green One, la piattaforma attraverso cui BTS DevCo ed Eiffel Investment Group investono nella produzione di biometano in Italia e in Europa. La piattaforma beneficia dell’expertise tecnica di BTS Biogas, uno dei principali operatori a livello internazionale nel settore, e del supporto di Eiffel Investment Group tramite Eiffel Gaz Vert, fondo specializzato nel biogas.

Proprio Green One e Eiffel Gaz Vert hanno finalizzato il closing con Deustche Bank per 208 milioni di euro mirati alla creazione di 10 impianti di biometano in Italia. Un punto di arrivo importante non solo sul fronte dell’autonomia energetica e della transizione ecologica, ma altresì sotto il profilo della tecnologia e della leadership del nostro paese in quest’ambito. 

Elevion + AB: 5 impianti fra Veneto, Emilia Romagna e Lombardia

I progetti vengono portati avanti da aziende leader come Elevion Group, leader europeo nella fornitura di soluzioni end-to-end per la decarbonizzazione e l’efficienza energetica e AB, leader mondiale nelle soluzioni per la sostenibilità energetica. I due gruppi hanno annunciato la firma di un accordo quadro per la realizzazione e manutenzione di cinque impianti di upgrading del biogas in biometano in Veneto, Emilia-Romagna e Lombardia

Il progetto prevede un impatto ambientale rilevante, con un risparmio stimato di 50.000 tonnellate di CO₂ equivalente all’anno.

L’accordo tra AB ed Elevion Group rappresenta una delle più significative collaborazioni italiane nel settore, e include cinque impianti (tre da 350 Smc/h, uno da 450 Smc/he uno da 900 Smc/h), tutti equipaggiati con tecnologia AB BIOCH4NGE®, sistema di upgrade a membrana ad alta selettività. Ogni impianto sarà dotato di sistemi accessori per il trattamento completo e l’immissione del biometano nella rete nazionale. 

AB Elevion

Actarus Renewables ed Eren Industries svilupperanno una delle principali piattaforme di biometano in Italia

Actarus energierinnovabili ed Eren Industrie hanno formato una joint,  Avventurarsi , per promuovere lo sviluppo nel centro-sud Italia di una piattaforma infrastrutturale per la riduzione di emissioni di Gas Serra e di Nitrati. Anche qui, l’innovazione prevede la realizzazione impianti di biometano greenfiled in territori in cui le attività agricole e zootecniche costituiscono elevato impatto ambientale. 

Retina SCA ha supportato finanziariamente la prima fase mentre, gli sviluppatori Actarus Renewables e Macquarie Capital, hanno perfezionato la ricevuta di un aumento di capitale e di un pacchetto di finanziamento per circa 240 milioni di euro, oltre a fornire supporto operativo per lo sviluppo della piattaforma.

L’Italia supera la media europea per capacità di riciclo

Lucia Leonessi, Direttore Generale di Cisambiente Confindustria, parla di  gestione dei rifiuti come risorsa chiave da quando, nel lontano 2016, contribuì alla nascita di una associazione che ora rappresenta 1.500 imprese: all’ultimo convegno organizzato a Montecitorio, a fine luglio, , è stato fatto il punto sullo status quo, che vede l’Italia protagonista per tecnologie e progetti. “Secondo il rapporto Ispra l’italia supera la media europea, anche se occorre ancora ridurre il conferimento in discarica – ha detto Fabio Rampelli, vice Presidente Camera dei DeputatiDifficilmente si potrà riciclare tutto al 100%, bisogna, però, porsi un obiettivo a cui tendere e fare il nostro dovere. Quello che non si può riciclare dovrá, comunque, essere chiuso nel ciclo dei rifiuti. È importante tenere fisso l’obiettivo, che dal mio punto di vista è recuperare materie”. 

Di biometano ha parlato Massimo Cementero, Direttore Generale del CIC (Consorzio Italiano Compostatori) – ponendo l’attenzione sul compost,  “risorsa strategica per la salute dei suoli e la lotta al cambiamento climatico. In quest’ottica, il Consorzio Italiano Compostatori ha lanciato l’iniziativa Urban Carbon Farming, con l’obiettivo di promuovere pratiche agronomiche rigenerative nelle aree verdi urbane, contribuendo così alla transizione ecologica e alla decarbonizzazione delle nostre città“.

Non va dimenticato a proposito di eccellenze, il  Parco Biometano  Ecoross, in Calabria,  un impianto che trasforma i rifiuti organici domestici in biometano e compost di qualità, recuperando anche l’anidride carbonica e integrando tecnologia avanzata in un contesto artistico e naturale. 
Il Parco è pensato per essere vissuto: ci sono  percorsi didattici, spazi polifunzionali, opere d’arte di riuso creativo, un orto e un giardino botanico con 2000 essenze piantumate. 

POTREBBE INTERESSARTI