Carefin24

Il futuro del turismo culturale è “phygital” . Parola di …. TAIDART

Il futuro del turismo culturale è "phygital" . Parola di …. TAIDART

Avvolta in un passato glorioso che nell’antichità l’ha vista capitale della Magna Grecia, Taranto si proietta nel futuro del turismo culturale trasformando i luoghi simbolo della città in un museo a cielo aperto.

Come? Attraverso TAIDART – Taranto Immersive Digital Augmented Reality Tour, il primo itinerario di “phygital art tourism” che fonde mondo fisico e mondo digitale in un’esperienza immersiva totalizzante grazie a un’app geolocalizzata e gratuita.

Figlia di una brillante idea maturata dalla giornalista Monica Caradonna insieme con l’Associazione EnogastroHub, TAIDART cavalca l’onda del cambiamento digitale ed è pronta a far diventare la Città dei due mari un museo urbano a cielo aperto, in un incontro quotidiano fra storia e memoria, mito e innovazione in nome di una Realtà Aumentata portata al massimo delle sue potenzialità.

Sarà proprio quest’ultima, infatti, a fare in modo che tre sculture digitali, create da Comastudio in collaborazione con l’Istituto Paisiello – Conservatorio Statale di Musica  e il MarTa (Museo Archeologico di Taranto), prendano vita in luoghi simbolo del tessuto urbano.

A passeggio con Eracle in Piazza Garibaldi

In un’emozionante percorso di scoperta che travolge piacevolmente la vista e i sensi lasciando letteralmente a bocca aperta, si puo’ cominciare a prendere confidenza con il passato partendo da Piazza Garibaldi, a ridosso del MArTa, fiore all’occhiello della città e prestigioso Museo Archeologico nazionale. Tra piante e alberi che incorniciano un centralissimo e magnifico gazebo in Stile Liberty si potra’ incontrare l’Eracle di Lisippo restituito al tempo presente in tutta la sua imponente figura. 

Lo scultore Lisippo di Sicione realizzò questa monumentale statua bronzea, alta ben cinque metri, su commissione della città durante il suo periodo di maggior splendore, corrispondente al IV secolo a.C. 

Si fa così incontro a passanti curiosi e turisti alla ricerca di novità, un Eracle ritratto nel momento in cui si riposa dopo aver ripulito le stalle di Augia, re dell’Elide: con il braccio destro sorregge la testa stanca mentre con il sinistro tiene stretta una clava poggiata in punta al terreno.

Quella che si coglie è l’intera e potente figura di un eroe, adagiata sulla cysta mistica – antico recipiente contenente oggetti sacri e riconducibile al culto di Demetra – sulla quale vi è anche la leontè, l’altrettanto mitica pelle del leone di Nemea. Arrivarono però ad un certo punto della storia i Romani e con la caduta di Taranto nel 209 a.C., la città fu privata di gran parte delle sue ricchezze artistiche trasportate a Roma in memoria del trionfo: anche l’Eracle visse alterne fortune.

Venne posizionato prima sul Campidoglio poi fu spostato a Costantinopoli e infine a distruggerlo ci pensarono i Crociati che fusero l’opera, in bronzo, per realizzare monete. Una moderna ricostruzione in scala 1:1 della testa dell’Eracle saluta i visitatori all’ingresso del MArTA ma da oggi con TAIDART questo leggendario guerriero solitario e buono, che lottò contro le ingiustizie per far trionfare la civiltà, torna a vivere proprio nel cuore pulsante di Taranto, a ricordarci che qualunque cosa accada siamo il nostro passato, luogo d’elezione di memoria e identità di ciascuno di noi.

Falanto scruta l’orizzonte dalla Rotonda del Lungomare

Si può proseguire il percorso di TAIDART sino alla Rotonda Marinai d’Italia dove è possibile ammirare un’altra mitica figura dell’Antica Grecia: il celebre ecista Falanto a cui risale niente poco di meno che la fondazione della città di Taranto.

Valoroso guerriero che aveva condotto gli Spartani alla vittoria contro i Messeni, ad un certo punto della storia Falanto divenne il portavoce del dilagante malcontento dei Parteni, a cui egli stesso apparteneva e i quali reclamavano il riconoscimento dei propri diritti civili purtroppo osteggiati. Tempo giunse di prendere una decisione importante e Falanto , a capo dei Parteni e insieme con la splendente sposa Etra, decise di abbandonare per sempre il suolo natio per ricominciare altrove una nuova vita.

Naturalmente non senza aver consultato l’Oracolo di Delfi. “Quando vedrai piovere dal ciel sereno, conquisterai territorio e città”. Queste le sibilline parole del vaticinio della Pizia che più e più volte misero in crisi Falanto durante il suo lungo e tormentato viaggio pieno di avversità,  venti contrari e addirittura un naufragio che lo prostrò sino a farlo dubitare del vaticinio stesso.

Accadde però che un giorno, allo stremo delle forze, giunto in una nuova terra Falanto si addormentò sulle ginocchia di Etra (il cui nome significa “cielo sereno”):  pensando alle sventure vissute la donna cominciò a piangere e le lacrime destarono il prode guerriero. La profezia si era avverata. Finalmente aveva piovuto dal cielo sereno ed era quella la terra in cui iniziare una nuova vita, proprio lì nel golfo di Saturo, una terra in cui fu fondata Taranto in onore di Taras, l’eroe che secoli prima era giunto in quegli stessi luoghi.

La musica di Giovanni Paisiello riecheggia in Piazza Castello

Al mitico capospedizione spartano fa da contraltare una figura di altrettanta rilevanza storica e culturale. In prossimità delle Colonne Doriche, nella frizzante Piazza Castello – cruciale snodo cittadino – Giovanni Paisiello torna a calcare le strade della città che gli ha dato i natali nel 1700.

Utilizzando TAIDART sarà infatti possibile “vedere” e ascoltare mentre suona l’arciliuto uno dei più grandi compositori italiani nonché uno degli ultimi grandi rappresentanti della scuola musicale napoletana, celebre e acclamato compositore del Classicismo. Figura centrale dell’opera italiana della seconda metà del XVIII secolo, particolarmente apprezzato per le sue melodie leggiadre, Paisiello ha contribuito in maniera determinante allo sviluppo dell’opera buffa.

In un salto temporale dall’Antica Grecia ai giorni nostri, il compositore e musicista e’ a suo modo un volto leggendario di Taranto e non poteva assolutamente mancare tra i nomi che hanno reso grande la città agli occhi del mondo.

L’app, disponibile gratuitamente per Android e iOS, intuitiva e utilizzabile senza noiose registrazioni, garantisce una fruibilità semplice e immediata cosi come intuitivo è anche il suo utilizzo: basta avvicinarla ai punti di interesse ed ecco che incredibili personaggi prendono vita (o quasi) davanti ai nostri occhi. Tutto supportato da una mappa 3D interattiva e basata su meccaniche di gioco che incentivano il coinvolgimento.

A condurre l’utente in questo percorso phygital una guida d’eccezione, un esploratore virtuale di lontana memoria: Virgy, ispirato al Virgilio di Dante. Inoltre, a conferma dell’integrazione con la città, Kyma Mobilità affiggerà i QR Code di TAIDART sui propri APE Calessino e sugli autobus elettrici, incentivando da un lato l’accesso all’app e dall’altro la scoperta del territorio.

“TAIDART è il frutto di una visione moderna per narrare la storia della Città con strumenti attuali” come ha evidenziato Monica Caradonna. È un modo innovativo per far emergere nel contesto cittadino personaggi leggendari che raccontano ciascuno la propria storia attraverso animazioni, musica e arte.

È uno sguardo rivolto con passione alla vocazione turistica di Taranto e al tempo stesso un’esperienza fruibile tutto l’anno per promuovere una valorizzazione sostenibile e distribuita del patrimonio culturale cittadino. Ma soprattutto è un modello replicabile che potrebbe ispirare altre città italiane a esplorare la frontiera del phygital tourism.

POTREBBE INTERESSARTI